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AZIONE ADSORBENTE
Propria di alcuni prodotti destinati al trattamento di aree cutanee soggette a macerazione o a fenomeni di tipo essudativo.

AZIONE ANTIBATTERICA e/o ANTIMICOTICA
Sebbene i prodotti cosmetici non possano, a norma di legge, vantare azioni di tipo farmacologico, può essere loro richiesta un’attività funzionale non “propriamente cosmetica” per il trattamento di problematiche connesse ad alterazioni della flora microbica cutanea, quali acne, forfora, bromidrosi. Alcuni cosmetici possono pertanto contenere sostanze ad azione più o meno blandamente antibatterica e/o antimicotica quali ad esempio: clorexidina digluconato, benzalconio cloruro, climbazolo, piroctone olamina, zinco piritione, ketoconazolo, triclosan, derivati dell’acido undecilenico ecc. E’ ovvio che molti conservanti hanno anche azione antisettica, pertanto la presenza nel cosmetico di queste sostanze, alle concentrazioni previste dalla legge, può giustificare l’azione, seppur blanda, dichiarata dal prodotto.

AZIONE ANTINFIAMMATORIA
Sebbene i prodotti cosmetici non possano, a norma di legge, vantare azioni di tipo farmacologico, essi possono contenere sostanze funzionali, spesso di origine naturale, capaci di esplicare una più o meno spiccata azione antinfiammatoria, comprovata anche da studi in vitro o in vivo. Queste sostanze comprendono, ad esempio: acido glicirretico, alfa bisabololo, allantoina, beta glucano, furfuril palpitato, gamma orizanolo, ossido di zinco, telmesteina, nonché molti estratti vegetali.

AZIONE BARRIERA
Caratteristica di prodotti destinati alla protezione della cute da aggressioni esterne di natura chimico-fisica. I prodotti ad azione barriera si dividono principalmente in creme idrosolubili (prive di grassi e di solventi liposolubili, protettive nei confronti di solventi organici come benzolo, toluolo ecc) e creme idroinsolubili (destinate alla protezione da acqua, alcali, acidi e polveri). Le comuni creme barriera idroisolubili si compongono di alginati, cellulosa, mucillagini, silicati e polveri inerti. Quelle idroinsolubili di paraffine, lanolina, vaselina, siliconi ecc.

AZIONE CHERATOLITICA
Proprietà legata alla presenza di sostanze capaci di indurre la desquamazione dello strato corneo della pelle. Rientrano tra le sostanze cheratolitiche: l'urea, gli alfa-idrossiacidi (acido glicolico e acido malico), i beta-idrossiacidi (acido salicilico, salicilato di isodecile) e l’ammonio lattato.

AZIONE DEPIGMENTANTE
I prodotti ad azione depigmentante contengono sostanze funzionali in grado di bloccare o inibire la sintesi della melanina con diversi meccanismi d'azione. Essi comprendono: 1. inibitori della sintesi dell'enzima tirosinasi, come i metalli pesanti; 2. inibitori dell' attività della tirosinasi, come l'idrochinone, l'arbutina e l'acido kojico; 3. agenti citotossici selettivi per i melanociti, come gli eteri dell'idrochinone; 4. inibitori del trasferimento dei melanosomi ai cheratinociti (citochine); 5. modificatori del colore della melanina dalla forma nera ossidata a quella chiara, ridotta (perossidi). I depigmentanti attualmente più usati in campo cosmetico appartengono al secondo gruppo di prodotti, cioè quelli in grado di bloccare l'attività della tirosinasi. (NB.l'utilizzo dell'idrochinone come agente schiarente cutaneo è oggi proibito)

AZIONE LENITIVA DEL PRURITO
Può essere diretta e dovuta alla presenza nel prodotto di sostanze ad azione blandamente anestetica (mentolo, lattato di mentile, polidocanolo, cloruro di stronzio... ) oppure secondaria all'effetto idratante e/o antinfiammatorio di alcuni prodotti destinati al trattamento della cute xerotica e degli eczemi.

COMPOSIZIONE DEI COSMETICI
In pratica un cosmetico è formato da eccipienti, additivi e sostanze funzionali. Gli eccipienti sono sostanze chimicamente inattive per mezzo delle quali una sostanza diviene somministrabile: comprendono emulsionanti, solubizzanti, lipidi ecc. Gli additivi vengono aggiunti per conferire ai cosmetici determinate qualità organoltettiche: comprendono coloranti, profumi, antiossidanti e conservanti. Sono questi i componenti che più spesso danno problemi di sensibilizzazione o allergenicità. Le sostanze funzionali sono quelle che conferiscono, o si propongono di conferire, ai cosmetici la capacità di esercitare azioni più o meno specifiche, quali azione esfoliante, antinfiammatoria, protettiva solare, anti-aging, anticellulite ecc.

COSMECEUTICO
Questo termine viene impiegato per indicare cosmetici a base di principi particolarmente attivi non classificati come farmaci: ad esempio l'urea, l'acido azelaico, gli alfa e beta idrossiacidi, la retinaldeide ecc. I cosmeceutici potrebbero anche essere considerati cosmetici formulati secondo un'ottica ''dermatologica'' e non propriamente cosmetica.

COSMETICO
Si definiscono cosmetici le sostanze o preparazioni, diverse dai medicinali, destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, peli, capelli, unghie, labbra, genitali esterni) oppure su denti e mucose della bocca a scopo esclusivo o prevalente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, correggere gli odori corporei, proteggerli o mantenerli in buono stato.” (Dlgs 11/10/86 n° 713)

CUTE SENSIBILE
Con il termine “cute sensibile” si intende un complesso di sintomi oggettivi e soggettivi non ancora precisamente standardizzati ed identificati che si possono riassumere in uno stato di esagerata reattività cutanea nei confronti di stimoli irritanti sia chimici che fisici. Un simile stato di iper-reattività si ritrova sicuramente nella dermatite atopica, ove è legato alla alterata funzione di barriera cutanea tipica della patologia. Più in generale, la sensibilità della cute ad alcuni irritanti chimici sembra correlata al fenotipo cutaneo: le persone con cute più chiara e fenotipo I e II sarebbero più reattive agli UV ed agli agenti chimici. Sembra che un alto valore basale di TEWL (transepidermal water loss) possa essere considerato predittivo di una suscettibilità della cute a sviluppare un’alterata risposta ad uno stimolo irritante.

DISPOSITIVO MEDICO (Medical device)
Si definisce dispositivo medico "qualsiasi strumento, apparecchio, impianto, sostanza o altro prodotto ... destinato ad essere impiegato nell'uomo a scopo di: 1.diagnosi, prevenzione, controllo, terapia o attenuazione di una malattia; 2. diagnosi, controllo, terapia, attenuazione o compensazione di una ferita o di un handicap; 3. studio, sostituzione o modifica dell'anatomia o di un processo fisiologico .... la cui azione principale voluta nel o sul corpo umano non sia conseguita con mezzi farmacologici nè immunologici nè mediante metabolismo, ma la cui funzione possa essere assistita da tali mezzi." (Direttiva 93/42CEE 14 Giugno 1993). I dispositivi medici sono raggruppati, in funzione della loro complessità e del potenziale rischio per il paziente, in quattro classi: I, IIa, IIb, III. La classificazione dipende dalla destinazione d’uso indicata dal fabbricante e viene attribuita in base a specifiche indicazioni di legge (Allegato IX/Dleg.n46/24 febbraio 1997). Sono registrati come dispositivi medici anche alcuni prodotti topici che, pur non essendo farmaci, possono vantare una azione specifica nel trattamento di manifestazioni cutanee di varia natura.

FILTRI SOLARI
I filtri solari si dividono in filtri fisici o inorganici, che agiscono riflettendo i raggi solari, e fitri chimici o organici che li assorbono. Questi due tipi di filtri possono essere usati in associazione fra loro. I filtri fisici (ossido di zinco, biossido di titanio) sono chimicamente inerti e non sono allergizzanti. I filtri chimici, che sono numerosi e appartengono a diverse classi (PABA e derivati, salicilati, cinnammati, benzofenoni, benzilidenecanfora, dibenzoilmetano, fenoli ecc) possono essere invece implicati in reazioni fotoallergiche da contatto. Queste sono relativamente rare anche se, a causa del crescente uso dei filtri chimici, non solo nei prodotti per la protezione solare, ma anche in altri cosmetici, il fenomeno di sensibilizzazione e' in aumento. I primi filtri chimici di ampio impiego sono stati l'Acido para-aminobenzoico (PABA) e i suoi esteri, ma poichè causavano reazioni di tipo allergico e fotoallergico, il loro uso è stato abbandonato a favore di altri tipi di flitri. In seguito a ciò e' aumentato il riscontro di reazioni fotoallergiche ai benzofenoni e al dibenzoilmetano. Il metossicinnamato e' il terzo allergene piu' comune.

INCI name
Per legge gli ingredienti dei cosmetici devono essere indicati in etichetta con il loro nome INCI (International Nomenclature Cosmetic Ingredients). Si tratta di una terminologia stabilita dalla COLIPA per dare uniformità internazionale all'etichettatura dei cosmetici. La denominazione INCI è prevalentemente in lingua inglese e corrisponde al nome comune o al nome chimico delle sostanze, con alcune eccezioni. L’INCI name dei coloranti corrisponde al Colour Index quando vengono utilizzati come pigmenti, oppure al nome chimico se sono utilizzati come opacizzanti/riflettenti (Es. CI 77891 / TITANIUM DIOXIDE). Il nome INCI degli estratti vegetali è costituito dal nome latino della pianta di origine secondo Linneo mentre le sostanze di uso comune vengono riportate con il loro nome latino tratto dalla Farmacopea Europea (Es: acqua/AQUA, miele/MEL, burro/ BUTYRUM,…).

INVENTORY OF COSMETIC INGREDIENTS
La Commissione Europea elabora e aggiorna periodicamente un inventario indicativo degli ingredienti utilizzati nei prodotti cosmetici (Inventory of Cosmetic Ingredients) sulla base delle informazioni fornite dall’industria. L’inventario è suddiviso in due sezioni: 1. ingredienti diversi dai profumi e dalle sostanze odoranti, 2. profumi e materie prime odoranti. Esso contiene informazioni circa l’identità dell’ingrediente, la denominazione chimica, la denominazione INCI, altre denominazioni, le funzioni usuali dell’ingrediente nel prodotto ed eventuali restrizioni d’uso, modalità d’impiego ecc. La lista INCI è un documento in continuo aggiornamento tecnologico/normativo che vuole raggiungere un’ uniformità internazionale.

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